IL MATTINO DI PADOVA 26 GIUGNO 2009
In serata è toccato all’assessore Marangon annunciare la presentazione di tre nuovi emendamenti che fanno sintesi delle due filosofie, quella del centrosinistra, di porre un limite alla “cementificazione selvaggia”, e quella del centrodestra, di salvaguardare il principio ispiratore del provvedimento, concepito come volano per il rilancio del settore edilizio. Punto cardine dell’accordo, che ha portato l’opposizione all’annuncio del ritiro della manovra ostruzionistica (oltre 600 pagine di emendamenti), la possibilità di ampliare le prime case del 20% del volume esistente, con effetti immediati a partire dall’entrata in vigore della legge e una semplice dichiarazione di inizio attività. All’insegna del compromesso anche il ruolo dei Comuni, chiamati a recepire una normativa che avrà il valore di legge in deroga, rispetto ai piani urbanistici. Inoltre, diversamente da quanto attualmente previsto, ovvero il meccanismo del “silenzio assenso” da parte delle amministrazioni – con due mesi di tempo per escludere zone o immobili dal provvedimento – l’intesa obbliga i Comuni a deliberare se, dove e come applicare le nuove disposizioni, secondo il principio del “silenzio diniego”. Diversamente, nel caso in cui le amministrazioni non rispettassero tale obbligo, si profila l’ipotesi di un commissariamento. E ancora, tra i punti qualificanti l’intesa, l’esclusione da interventi di ampliamento e ricostruzione di centri storici, edifici vincolati o oggetto di specifiche norme di tutela e di aree di inedificabilità assoluta. Infine, si profila un ulteriore aumento del premio di cubatura fino al 50% per gli interventi di abbattimento e ricostruzione, in relazione alle caratteristiche di qualità energetica adottate, i cui criteri sono affidati alla Giunta. Sembra inoltre destinata a sparire dalla legge la possibilità  di ricostruire un edificio in zona diversa da quella in cui è stato abbattuto. Fin qui la professione d’intenti. Se ne riparla mercoledì, si spera per l’ultima volta. Al momento, il Consiglio ha approvato solo il titolo della legge ed il primo comma del primo articolo, ovvero le finalità della stessa. SIMONETTA ZANETTI
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