IL MATTINO DI PADOVA, 29 GIUGNO 2009
VENEZIA. Piano casa: accordo raggiunto, a meno di colpi di scena dell’ultima ora. Il disegno di legge regionale proposto dalla giunta Galan sarà approvato domani dal consiglio. Grazie all’accoglimento di alcuni emendamenti presentati dall’opposizione di centrosinistra. Che, per bocca di Giovanni Gallo e Franco Frigo, ricorda «abbiamo sempre detto s ad un piano casa che dia uno scossone all’industria edile, ma ci siamo fermamente opposti alla devastazione del territorio». Arriva quindi il cambio di rotta della giunta regionale, che accetta alcuni «limiti» chiesti dal centrosinistra. Per dirla con una battuta di Frigo, «non si potrà ampliare villa Pisani a Strà». Perché uno degli emendamenti prevede che l’ampliamento di case o edifici non residenziali non possa essere fatto nei centri storici e per gli edifici vincolati. E neanche con cambiamenti di zona. Ad esempio un laboratorio o un capannone potrà essere ingrandito solo se già in un’area destinata a fini industriali o artigianali. Rimarrà possibile dall’entrata in vigore della legge ingrandire fino al 40% la propria abitazione solo se prima casa non in centro storico. Una situazione che riguarda quasi mezzo milione di persone. Per questo tipo di opzione non occorrerà autorizzazione. Mentre per le seconde case (che in regione sono circa 400 mila), per i capannoni e altre strutture ci vorrà il permesso, entro il 30 settembre, dei consigli dei vari comuni in questione. «Abbiamo rovesciato il silenzio assenzio previsto in prima scrittura dalla legge – spiegano Gallo e Frigo – che dava, tra l’altro, tempo solo fino al 30 agosto per il parere di ogni comune. Ora, in caso di mancato pronunciamento, il tutto sarà considerato un diniego». (Enrico Albertini)
30 Giugno 2009
Piano Casa, l’accordo
Posted by Plato under News | Tag: piano casa, regione veneto |Leave a Comment