Dintorni


paolini par vardarSabato 4 luglio 2009 ore 21.30

ESTE, Chiostro S. Francesco

PAR VARDAR

spettacolo di Marco Paolini

“Par vardar è un passaggio all’indietro per andare avanti. È un viaggio nel dialetto dei poeti veneti, nelle loro lingue, nel loro paesaggio; un viaggio che serve a noi per non perdersi, per risentire identità e radici.” Un viaggio nella poesia con inserti poetici di Giorgio Baffo, Ernesto Calzavara, Biagio Marin, Luigi Meneghello, Giacomo Noventa, Romano Pascutto, Anita Pittoni, Andrea Zanzotto.

Biglietto d’ingresso 10 euro
EUGANEA FILM FESTIVAL

Villa Rodella - Cinto Euganeo

Villa Rodella - Cinto Euganeo

Il vento che a Treviso ha fatto danni seri e gravi, a Cinto Euganeo avrà come minimo sollevato le gonnelle alle signore. Ma di questo il più illustre ospite del matrimonio di Sandra Persegato e Giancarlo Galan non ha colpa. Il vento Berlusconi ancora non lo comanda.

Il premier e l’amico Dell’Utri, sbarcati a Villafranca, hanno raggiunto Cinto in auto attraversando Lozzo Atestino, invitati dal Governatore a impersonare il ruolo – questa volta – di testimoni. Le nozze hanno bloccato i dintorni di Villa Rodella e messo sotto scorta Cinto e Lozzo. Delle elezioni chissà se qualcuno nel bailamme si è ricordato.

Sobria cerimonia civile partita con 15 minuti di ritardo, causa l’emozione che ha fatto dimenticare al sindaco la fascia. 300 gli ospiti, tra cui il ministro Brunetta con fidanzata. Menu veneto e chic al tempo stesso.

“Nel parco della settecentesca Villa Rodella, a Cinto Euganeo, si vedono oltre ai già citati, il vice presidente della Camera Antonino Leone e altri parlamentari del Pdl: Giustina Destro, il coordinatore nazionale del Pdl Denis Verdini, Alberto Giorgetti, Fabio Gava, Filippo Ascierto, Piero Longo, Nicolò Ghedini e il sottosegretario Elisabetta Casellati. Tra gli imprenditori invece, il conte Pietro Marzotto, Mario Moretti Polegato, Giuseppe Stefanel, Ennio Doris, Giulio Malgara, Enrico Marchi, Giovanni Perissinotto, mentre l’unico uomo di spettacolo presente è Renato Pozzetto” [Il Corriere del Veneto, 6/06/2009].

Non si sa se Silvio e Giancarlo abbiano affrontato l’argomento delle future (2010) elezioni regionali, per le quali Berlusconi – con un coup de theatre che ha lasciato tutti di sasso – ha promesso poche sere fa in diretta tv che sosterrà un candidato della lega. La luna di miele tra i due politici è finita? Amen, per Galan inizia quella con Sandra, domani, alla volta del Marocco. Dopo essere andati a votare, però.

Il regalo di Berlusconi alla signora Galan

Il regalo di Berlusconi alla signora Galan

FOTO TGPADOVA

iperlando map

Inaugurato il 21 maggio il nuovo centro commerciale nella zona industriale di Conselve. Molti i negozi: il vastissimo supermercato Iperlando, Reds, Oviesse ed una quarantina di negozi che abbracciano un po’ tutte le ategorie merceologiche, dal pesce fresco ai videogames.

Non mancano i negozi gestiti da commercianti locali come la parafarmacia, il fotografo, l’abbigliamento, l’ottica, la gioielleria, la gelateria. Ci sono pure la banca e il bar, che sarà affiancato da un ristorante self service.

La costruzione del centro commerciale – affidata alla ditta Agribeton di Treviso – è iniziata tre anni fa, per poi restare bloccata fino alla primavera 2008 in seguito da un doppio ricordo al Tar da parte dei commercianti locali. Alla fine il gruppo Lando ha avuto la meglio ottenendo il via libera definitivo da parte del Consiglio di Stato.

Realizzato su una superficie totale 115.000 m2, di cui 31.000 m2 coperti, il centro commerciale sviluppa un volume di 205.000 m3 con la disponibilità di 1.400 posti auto. La struttura è caratterizzata da una grande galleria che dà accesso su tutti i negozi e servizi del centro. Il progetto e la direzione lavori è dello studio “Favero Milan Ingegneria” di Mirano Venezia. Lo stabilimento è dotato di pannelli fotovoltaici, oltre 5000 m2 con uno sviluppo energetico di 350 kw/h.

Rocca di Monselice 02

Il Mattino di Padova, 27 maggio 2009

Abbiamo chiesto ai cinque candidati sindaco di pronunciarsi sul futuro della Rocca: dai progetti in atto agli interventi considerati prioritari.

Santino Bozza (Lega Nord). «Prima di tutto va chiuso il transito ai Suv su via del Santuario, non possiamo permettere che venga rovinata così. Quanto all’ascensore io sono sempre stato contrario, ma arrivati a questo punto valuteremo se ci sono le garanzie perché si possa completare. Diversamente si riprende l’attività di prima: la cava della Rocca deve tornare parcheggio e luogo per le manifestazioni».

Riccardo Ghidotti (UpM). «Il colle deve tornare fruibile presto, non proprietà privata della dinastia Businaro. Come salire? La fruibilità migliore è da via del Santuario. Quindi una cremagliera affiancata alla scalinata, un piccolo ascensore a stilo dietro casa Bernardini e sei gi. l.. Non è vero che i lavori sono quasi finiti. Se andranno avanti, anche da sindaco non li potrei fermare. Ma mi porrei il problema: quanto costa quell’impianto? Se invece lo bloccano, cosa che mi auguro, il buco può diventare magazzino comunale ».

Francesco Lunghi (Pdl). «L’amministrazione comunale deve trovare una soluzione per terminare l’ascensore, indipendentemente dal blocco imposto dalla Cassazione che ha ragioni tecniche. Va ristrutturata l’ex casa Cattin, di fronte alla Biblioteca, perché diventi sede degli uffici della Società Rocca con bar e punto informazioni al pianterreno, ristorante al piano di sopra. Va trovata una soluzione con un secondo ascensore per l’accesso da San Tomio a villa Duodo e una scala mobile per arrivare a casa Bernardini. La cava va bonificata dai rifiuti e può diventare un parcheggio sotterraneo da vendere o affittare ai cittadini del centro».

Francesco Miazzi (Pd e civiche). «E’ prioritaria la messa in sicurezza delle frane, perché. la sicurezza dei cittadini viene prima di tutto. Come primo atto da sindaco, libererà Cava della Rocca perché non è sotto sequestro e va restituita subito alla città. Sul colle vanno messi in sicurezza i sentieri per consentire l’accesso al mastio, mentre Casa Bernardini può diventare punto di ristoro, ma non locanda. Va abbandonata l’idea dell’ascensore: il foro orizzontale di 80 metri può essere messo in sicurezza e trasformato in un “Museo dell’Escavazione”, con un percorso didattico per studiare la geologia del colle ed esporre gli arnesi dei nostri scalpellini».

Stefano Peraro (Udc). «Sull’ascensore la nostra idea è di valutare insieme con la cittadinanza, la Regione e la Società Rocca, qual è la soluzione migliore. Il colle della Rocca deve tornare a essere patrimonio di tutta Monselice e un riferimento per il turismo in tutta la regione. Da sindaco, il giorno dopo mi troverà con il presidente e i soci della Società. Rocca per valutare tutti i progetti in essere, quelli gi. partiti e quelli eventualmente da abbandonare, perché la Rocca possa dimostrare tutto il suo valore come un patrimonio di storia, tradizioni e bellezza». (f.se.)

Rocca di Monselice

Francesca Segato – Il Mattino di Padova – 28 maggio 2009

L’erba che ha invaso i dintorni del mastio, sommergendo le panchine in un viluppo di vegetazione, è l’immagine più vistosa del drammatico stallo in cui si trova il colle della Rocca. Dal settembre 2007, inizio dei lavori per l’ascensore, nessun turista vi ha più messo piede. Dopo il sequestro preventivo, disposto dall’autorità. giudiziaria, se ne sono andate anche le ditte. Ora, con la conferma del sequestro da parte della Cassazione, tutto rimane congelato.

L’ascensore. Scavato nella roccia, è un foro a «L» lungo 180 metri. Il progetto iniziale, poi abbandonato, prevedeva uno scavo obliquo. Finora è stata realizzata solo parte dello scavo orizzontale, manca l’intero scavo in verticale. Dal punto in cui sbucherebbe, rimane da percorrere un breve sentiero per raggiungere il mastio.

Casa Bernardini. Diventerebbe bar, ristorante e locanda con cinque camere. E’ previsto un ampliamento di volume sul retro, che sarà rivestito in larice, con l’aggiunta di un porticato davanti. Per ora si faranno solo i servizi e le cucine sul retro, mentre il fabbricato sarà lasciato al grezzo.

Torre d’accesso. Alta dieci metri, sorgerà di fianco al mastio, sui resti di un bastione crollato. La struttura in acciaio sarà ancorata a pilastri in calcestruzzo e rivestita con doghe di larice. A otto metri d’altezza, una passerella consentirà l’ingresso al mastio.

Museo delle fortificazioni. Per ora non ha copertura economica. Dovrebbe essere un edificio a due piani di 250 metri quadri ciascuno, che sfrutterebbe i volumi di un’antica caserma, a fianco del mastio.

Quanto costa. Il primo stanziamento è di 5 milioni: fondi europei e della Regione. 3 sono destinati all’ascensore: in più, la ditta che eseguiva il lavoro poteva vendere parte della trachite estratta. Il materiale non è però conforme alle aspettative. Sono finanziati il sesto e settimo stralcio, ovvero casa Bernardini fino al grezzo e la torre d’accesso. Non hanno ancora copertura gli altri interventi.

L’opposizione. Petizioni, raccolte di firme, appelli di intellettuali. Sotto accusa lo stravolgimento di un percorso che va visto in salita, l’ascensore che non porta fino in cima, le acque nere della locanda che scaricherebbero sopra la necropoli longobarda, i costi di gestione tutti da valutare. Ma soprattutto l’incongruenza del progetto con il Prg di Monselice e il Piano Ambientale del Parco Colli Euganei. Il primo prevede un ascensore «panoramico e dietro Villa Duodo». Il secondo esclude qualsiasi opera edificatoria sul colle.

Il sequestro. Arriva nel maggio dell’anno scorso. Lo dispone il gip Paola Cameran, nell’ambito dell’inchiesta avviata da un esposto degli ambientalisti. Abuso edilizio e distruzione di bellezze ambientali e culturali i reati contestati a vari imputati, oltre al falso ideologico per Massimo Valandro, ex responsabile dell’Ufficio Tecnico comunale. La scorsa settimana la Cassazione ha confermato il sequestro del cantiere.

Il colle oggi. Il degrado si nota, già sulla scala d’accesso: scalini invasi dall’erba e intonaco a pezzi. Casa Bernardini è ancora solo un rudere. Dopo la sospensione imposta dalla Regione per un controllo degli atti, le ditte non hanno ripreso il lavoro. C’è un bel tratto di sentiero che la separa dal punto in cui sbucherebbe l’ascensore. L’uscita è ancora solo un piazzale, perché manca lo scavo in verticale. Nulla è cambiato sulla cima: la passerella arrugginita che sale al mastio è ancora lì, i lavori per la torre non sono iniziati.

Calaone panorama“Tutto pronto, oggi, per l’inaugurazione della rinnovata piazza di Calaone. Piazza Santa Giustina è stata infatti oggetto dei lavori di riqualificazione voluti dall’amministrazione comunale. Oggi, con una solenne cerimonia, l’area verrà riaperta alla pubblica utilità. Alle 10.30 la messa nella chiesa parrocchiale. Alle 11.15 arriverà invece l’associazione «La Corte Medioevale», accompagnata da musici e sbandieratori, per una rivisitazione storica e folkloristica. Dopo il saluto delle autorità, in primis il sindaco Antonella Buson e il parroco don Carlo, alle 12 avverrà il taglio del nastro. A seguire buffet e pranzo sociale su prenotazione. I lavori di recupero hanno interessato anche via Capitello e la torre campanaria: l’intervento ha ridato dignità e splendore ad una delle frazioni più belle del panorama collinare”.
Il Mattino di Padova, domenica 17 maggio 2009